Script 63-89

NARRATORE

Il giorno dopo il divorzio, Napoleone si recò a Malmaison per far visita a Josephine, e questa visita doveva costituire un modello per tutti quelli a venire. Venivano sempre annunciati in anticipo, avevano qualcosa di cerimonioso e di limitato, e lasciavano sempre Josephine in uno stato di profonda depressione.

INT. SALA DA PRANZO MALMAISON – NOTTE

La sala da pranzo della Malmaison . Josephine e Hortense sono a cena. Josephine sta leggendo una lettera di Napoleone, il suo cibo intatto. Hortense è nervosa e turbata.

GIUSEPPE

(leggendo dalla lettera)

Mia carissima Josephine, ieri mi sono sentito male vedendoti. Anch’io oggi sono triste e ho bisogno di sapere che sei più composto. Questo grande palazzo risuona di vuoto e mi sento terribilmente isolato. Cenarò da solo stasera. Il foglio che ho inviato stamattina a Malmaison mi dice che ti ha visto piangere. Mi avevi promesso che ti saresti fermato. Desidero moltissimo venire a trovarti ma dovrai mostrare più autocontrollo.

Josephine posa la lettera.

GIUSEPPE

(vacante)

A volte ho la sensazione di essere morto, e che l’unico segno di vita che mi resta sia la vaga sensazione di non esistere più.

INT. SALA DA BALLO DELLE TUILERIES – GIORNO

Napoleone balla con Murat. L’unica altra persona nella grande sala da ballo è Berthier . Un trio di musicisti, posto fuori dalla porta chiusa, suona un valzer.

Murat sta insegnando a Napoleone come ballare il valzer. È un insegnante esperto e Napoleone è un allievo ragionevole. Berthier osserva cupamente.

INT. RICEVIMENTO DELL’AMBASCIATA AUSTRIACA A PARIGI – NOTTE

Duroc sonnecchia su una poltrona. Viene svegliato dall’arrivo dell’ambasciatore austriaco Schwarzenburg , che entra nella stanza coperto di fango, con la faccia sporca di sangue e un taglio profondo dietro l’orecchio, che gli cola sangue sul colletto.

DUROC

Santo cielo, ambasciatore, cosa è successo?

SCHWARZENBURG

Ah, buonasera, mio caro Duroc .

Temo di essere stato a caccia e di aver fatto una brutta caduta.

DUROC

Infatti lo hai fatto, ambasciatore. Hai mandato a chiamare un dottore?

SCHWARZENBURG

Sì, l’ho fatto, e spero che mi perdonerai, Duroc , ma a meno che la tua visita non sia estremamente urgente, dovrò chiederti di scusarmi fino a domani.

DUROC

Chiedo la vostra indulgenza, ambasciatore, ma è così.

SCHWARZENBURG

(tenendosi il viso)

OH?

Prende l’ambasciatore per il gomito e parla a bassa voce in modo che nessuno possa sentirlo.

DUROC

L’Imperatore ha deciso di sposare la vostra arciduchessa, Marie-Louise.

SCHWARZENBURG

Che cos’è?

DUROC

Questo pomeriggio, l’Imperatore ha rifiutato la mano della Granduchessa Anna, di Russia, e, come sicuramente potrete apprezzare, è perfettamente in grado di cambiare idea ancora una volta. Per l’Imperatore, scegliere una moglie, è solo questione di minuti.

SCHWARZENBURG

Ma questa non è una questione che possa essere risolta stasera, vero?

DUROC

Nessuno può dire come funzionano i pensieri dell’Imperatore, ambasciatore, e se non ci muoviamo velocemente, potrebbe cambiare di nuovo idea.

SCHWARZENBURG

Ma, mio caro Duroc , come posso agire senza la guida di Vienna? Non ho la minima idea di cosa potrebbe pensare l’imperatore Francesco a riguardo.

DUROC

Vorrei suggerire che possiamo preparare e firmare l’accordo, tra di noi, previa approvazione dei due Imperatori. Credetemi, mia cara amica, la vostra arciduchessa Maria Luigi può benissimo avere nelle sue mani il futuro dei nostri due paesi.

INT. SALA DEL TRONO PALAZZO DI SCHONBRUNN – GIORNO

Il matrimonio per procura di Maria Luigi e Napoleone a Vienna.

L’arciduca Carlo sostituisce l’assente Napoleone.

FRANCESCO II

Concedo la mano di mia figlia all’imperatore dei francesi.

MARIE-LOUISE

Io, con il permesso di mio padre, do il mio consenso alla mia unione con il

Imperatore Napoleone.

Berthier si rivolge a Maria Luisa, le presenta una lettera di Napoleone e un suo ritratto, in un medaglione, circondato da 12 diamanti estremamente grandi.

INT. CARROZZA IMPERIALE – PIOGGIA – NOTTE

La carrozza di Marie-Louise e quelle del suo entourage rimbalzano lungo una strada vicino a Compiègne, sotto un forte temporale.

La sorella di Napoleone, Carolina, regina di Napoli, esamina il protocollo da seguire.

Marie-Louise sembra stanca, confusa, leggermente malata e ansiosa.

CAROLINA

(lettura)

All’arrivo, l’imperatrice Maria Luisa salirà la scalinata del lato nord, mentre l’imperatore Napoleone utilizzerà quella del lato sud.

I monarchi arriveranno al centro contemporaneamente. Dopo aver percepito l’Imperatore, l’Imperatrice si inginocchierà e chinerà la testa, e l’Imperatore la solleverà e l’abbraccerà.

All’improvviso si sente battere sul vetro della finestra e le donne gridano. La porta si apre e un uomo, a cavallo, salta dentro. Marie-Louis è afferrata, abbracciata appassionatamente e bagnata, da un mantello inzuppato di pioggia. Grida e risate.

NAPOLEONE

(ridendo)

Buonasera, signore. Devi perdonarmi, mia carissima moglie, ma semplicemente non vedevo l’ora di vederti.

MARIE-LOUISE

Oh, allora sei…

NAPOLEONE

(ridendo)

Sì, mia carissima Marie-Louise, sono tuo marito.

Entrambi ridono.

Napoleone la guarda con ammirazione e le prende la mano.

NAPOLEONE

Mia cara, dolce Marie-Louis, sei ancora più bella del tuo ritratto.

Marie-Louise ridacchia e abbassa gli occhi.

MARIE-LOUISE

E dove hai visto il mio ritratto?

NAPOLEONE

Ah, devi perdonarmi, mia carissima Marie-Louise, l’ho visto durante uno dei miei soggiorni al tuo palazzo – a Schonbrunn .

Entrambi ridono.

NAPOLEONE

(scherzando)

Spero che mi perdonerete per tutti gli inconvenienti che potrei aver causato a te e alla tua famiglia in passato.

Risata.

NAPOLEONE

E tu, mia cara moglie, trovi che assomiglio ai miei ritratti?

MARIE-LOUISE

Sei molto più giovane e molto più bello delle tue foto.

Lei ridacchia.

NAPOLEONE

(ride)

Bene! Bene! Allora siamo entrambi soddisfatti l’uno dell’altro. Quanto siamo fortunati, eh? Quanto siamo fortunati!

INT. CAMERA DA LETTO COMPIEGNE – NOTTE

Napoleone e Maria Luisa a letto, il matrimonio sta per essere consumato. La sua educazione claustrale non l’ha preparata molto bene per questo momento. Ogni volta che Napoleone sta per prenderla tra le braccia, lei parla.

MARIE-LOUISE

Ti piace la musica?

NAPOLEONE

(delicatamente)

Sì, lo faccio, moltissimo.

MARIE-LOUISE

Potrò suonare l’arpa? E’ uno strumento al quale sono molto affezionato.

NAPOLEONE

Certo mio caro.

MARIE-LOUISE

Sei così buono con me. Mi permetterete anche di avere un orto botanico?

NAPOLEONE

Puoi avere tutto ciò che desideri, mia dolce e adorabile Marie-Louise.

MARIE-LOUISE

Mi è stato detto che Fontainebleau ha molti panorami incantevoli. Non conosco niente di più interessante di una bella campagna.

NAPOLEONE

Sono sicuro che ti piacerà la campagna francese.

MARIE-LOUISE

Spero che tu abbia pazienza con me. Non so ballare la quadriglia ma, se lo desideri, lo imparerò.

NAPOLEONE

Desidero solo ciò che ti dà piacere, mio caro.

MARIE-LOUISE

Sarà possibile mandare qui il mio cane Bijou? Non mi è stato permesso di portarla con me e la amo così tanto.

NAPOLEONE

Naturalmente, mia cara… che crudeltà essere stato separato da lei. E quanto deve essere strano per te essere qui, lontano dalla tua famiglia e da tutto ciò che conosci.

MARIE-LOUISE

Oh, no, sono molto felice. Ma devi avere pazienza con me… Non so assolutamente nulla di quello che deve sapere una moglie. E non so niente degli uomini.

Mio padre non mi ha mai permesso nemmeno di avere un animale domestico di sesso maschile.

NAPOLEONE

L’Imperatore o l’Imperatrice ti hanno dato qualche… istruzione di qualsiasi tipo… prima che partissi?

MARIE-LOUISE

Papà ha detto solo di soddisfare qualsiasi richiesta tu possa farmi.

NAPOLEONE

Oh, figlio mio carissimo, non devi preoccuparti di nulla. Ti insegnerò tutto ciò che devi sapere.

Napoleone si siede sul letto.

NAPOLEONE

(allegramente)

Conoscete la barzelletta dei due ragazzi svizzeri che vanno per la prima volta in un bordello?

MARIE-LOUISE

(risatine)

NO.

NAPOLEONE

Ebbene, due simpatici ragazzini svizzeri, vergini, decidono di mettere da parte i soldi e andare in un bordello.

Marie-Louise ridacchia.

NAPOLEONE

Sulla porta, uno di loro perde i nervi e decide di aspettare in strada mentre il suo amico più avventuroso entra. Quindici minuti dopo esce il suo amico.

Napoleone recita il dialogo con un forte accento svizzero.

NAPOLEONE

“Ebbene, com’è stato?” chiede il timido. “Oh,” rispose il suo amico con nonchalance, “I movimenti sono ridicolmente semplici, ma la sensazione è meravigliosa!”

Marie-Louise scoppia in una risata che persiste finché le lacrime non le scendono lungo le guance.

Napoleone la prende dolcemente tra le sue braccia.

MARIE-LOUISE

(tremito)

Spegni la candela, per favore.

Lui fa. Lo schermo è nero. Sentiamo un respiro pesante, poi Marie-Louise, che ridacchia – poi, temi e variazioni delle sue risatine.

EST. BALCONE DELLE TUILERIES – GIORNO

Napoleone solleva suo figlio, il neonato re di Roma, alla moltitudine esultante sottostante. Accanto a lui ci sono Marie-Louise, sua madre e il suo entourage.

EST. ZOO DEL MALMAISON – GIORNO

Josephine sta mostrando al bambino di un anno, Re di Roma, il piccolo zoo della Malmaison . Lo porta tra le braccia. Madame de Montesquiou , una donna gentile, la governante del bambino, cammina con loro.

GIUSEPPE

(malinconica)

Ah, mia cara Madame de Montesquiou , non avete idea della felicità che mi dà vedere finalmente questo bambino. Mi è stato detto che l’idea stessa di una visita del genere avrebbe angosciato troppo l’Imperatrice.

MONTESQUIOU

Sono felice di esservi nuovamente utile, Vostra Altezza. E posso dirti che le mie istruzioni sono arrivate direttamente dall’Imperatore, con l’avvertenza di essere discreto.

GIUSEPPE

Oh, capisco. Capisco. Come sta… l’Imperatore?

MONTESQUIOU

Lo vedo raramente, Altezza, ma credo che goda di ottima salute ed è molto felice con il bambino.

GIUSEPPE

Ah, va bene.

MONTESQUIOU

E sembri in ottima salute, Vostra Altezza.

GIUSEPPE

Ah, beh, mia cara Madame de Montesquiou , la tranquillità alla fine può sostituire la felicità.

All’improvviso, il bambino inizia a fare versi felici riguardo a uno degli animali e Josephine lo abbraccia. I suoi occhi si riempiono di lacrime.

GIUSEPPE

Mia cara dolce bambina, un giorno forse conoscerai il sacrificio che ho fatto per te, e lascio alla tua governante il compito di rendertelo consapevole.

EST. GIARDINO DELLE TUILERIES – GIORNO

Il sergente della Guardia Imperiale trasporta con orgoglio il Re di Roma.

Napoleone e Maria Luisa sono seduti su una panchina del parco lì vicino.

MARIE-LOUISE (VOCE)

Mio adorabile papà, posso annunciarti che la tua profezia si è avverata. Sono il più felice possibile. Mio marito mi ama profondamente e io ricambio il suo affetto. Sono sicuro che vivrò felicemente con lui. Ti assicuro, mio caro papà, che l’Imperatore è attento alla mia salute quanto lo saresti tu.

EST. GIARDINO DELLE TUILERIES – GIORNO

Re di Roma, che ora ha 1 anno e mezzo, viaggia su un carro magnificamente decorato, trainato da due agnelli, supervisionato da Napoleone, Maria Luisa, Duroc e Murat.

INT. NIDOIO DELLE TUILERIES – GIORNO

Il Re di Roma dorme, stringendo una delle dita di Napoleone. Letizia guarda con affetto il figlio e il nipote.

Magnifici giocattoli sono sparsi per la stanza.

TITOLO: SCONFITTA

EST. STRADA RUSSA STRETTA – GIORNO

Una pista stretta e sabbiosa. Un corriere francese, il maggiore Fidon , su un pesante calesse, procede lentamente. Subito dietro di lui c’è un kibitka leggero russo , che da qualche tempo tenta invano di sorpassarlo. L’autista del veicolo russo suona con impazienza il campanello e impreca.

MAGGIORE FIDON

(picchia sulla finestra)

Ferma la carrozza!

Il conducente francese ferma improvvisamente i cavalli, quasi provocando una collisione da dietro.

Il corriere francese si precipita fuori e si precipita alla carrozza russa. Ignorando l’autista, apre senza tante cerimonie la portiera e si rivolge a un gentiluomo russo dall’aspetto molto distinto seduto all’interno.

MAGGIORE FIDON

(irto di rabbia)

Buona giornata, signore. Pensi che sia possibile dire al tuo autista di smettere di suonare quel campanello?

GENTILUOMO RUSSO

Mi dispiace, mio caro Maggiore, ma credo che tu abbia bloccato la strada.

MAGGIORE FIDON

Stai cercando di provocarmi, signore?

GENTILUOMO RUSSO

No, Maggiore, desidero solo precisare che il suo veicolo sembra essere un po’ più lento e pesante del mio, e sottolineare che, se fosse così gentile da accostare a un lato della strada, potrei sorpassarla e proseguire a modo mio.

MAGGIORE FIDON

Vorrei informarvi, signore, che sono il maggiore Fidon , corriere ufficiale alla corte dell’imperatore Napoleone, diretto alla nostra ambasciata a San Pietroburgo e, secondo il codice della strada, nessuno può sorpassare o sorpassare Me.

GENTILUOMO RUSSO

Prima di citarmi il codice della strada, maggiore, le faccio notare che adesso non è in Francia, ma che è ospite in Russia.

MAGGIORE FIDON

Se vi ho dato qualche motivo per essere insultato, signore, posso offrirvi una soddisfazione immediata?

GENTILUOMO RUSSO

(chiudendo la porta)

Se volete mettere le cose su questa base, allora vi auguro una buona giornata, signore.

L’ufficiale francese lo guarda male e torna alla sua carrozza. Rientra a bordo e si allontana, bloccando ancora la strada.

All’improvviso la strada si allarga e diventa possibile il passaggio del russo. L’autista coglie l’occasione e supera facilmente il calesse francese.

MAGGIORE FIDON

(urlando)

Bastardo insolente! Bastardo insolente!

Infuriato, il corriere francese estrae la pistola, si sporge dal finestrino e spara diversi colpi mal mirati al veicolo che diminuisce rapidamente.

NARRATORE

Nel 1810, le relazioni tra Francia e Russia si stavano indebolendo. I termini concordati dalla Russia a Tilsit , tre anni prima, si stavano rivelando irrealistici e rovinosi per lei.

INT. UFFICIO DEL CREMLINO – NOTTE

Lo zar Alessandro e Caulaincourt . Alexander è leggermente ubriaco.

ALESSANDRO

È cosa del tutto sconosciuta in diplomazia che un governo si arroghi il diritto di dettare ad un altro, che si trova in condizioni di uguaglianza, le condizioni in cui dovrebbe condurre i suoi commerci; e, assumendosi tale diritto, assecondarlo con linguaggio minaccioso, in caso di inadempienza.

CAULAINCOURT

Ma, Maestà, la sostanza stessa del trattato di Tilsit era che tu dovessi unirti al blocco continentale, boicottare le merci inglesi, sospendere tutti i rapporti commerciali con lei ed essere alleato della Francia. Non si chiede altro che il rispetto del trattato.

ALESSANDRO

Mio caro Caulaincourt , gli accordi possono durare solo quando permettono ad entrambe le parti di vivere. Napoleone può credere che sia necessario danneggiare l’Inghilterra ma, prima di ciò, deve rendersi conto che è necessario per lui permettere ai suoi amici di vivere. Non può aspettarsi che io dica ai miei nobili che devono rovinarsi così da poter mettere in ginocchio l’Inghilterra – e temo che sia quello che si è arrivati.

CAULAINCOURT

Capisco ciò che dice Vostra Maestà, ma l’Imperatore ha puntato tutto su questa politica. Non ha altro modo per attaccare l’Inghilterra, e nessuno più di Vostra Maestà sa come le sue proposte di pace siano state respinte.

ALESSANDRO

È una buona cosa stabilire politiche ma, quando non funzionano, devono essere riconsiderate. Ammesso che tu abbia ferito l’Inghilterra, ma lei è ancora in piedi. E chiudere i suoi scambi con l’Europa, quanto le è costato? Hai dovuto governare con mano di ferro. Hai trasformato gli amici in nemici. E anche così, il risultato è stato efficace solo in parte. Non siete mai stati in grado di fermare il vasto imbroglio, il contrabbando e la corruzione, anche dei vostri stessi funzionari. Ma penso che la situazione in Spagna, da sola, darebbe alla vostra politica un saldo negativo. Avete dovuto impegnare un quarto di milione delle vostre migliori truppe contro la guerriglia, senza alcuna vittoria in vista.

E hai dato all’Inghilterra un pericoloso punto d’appoggio sul continente, per i suoi eserciti.

CAULAINCOURT

Non sono nella posizione di discuterne con voi, Vostra Maestà, ma potete immaginare quale duro colpo sarebbe per l’Imperatore se ora abbandonaste la sua causa? Significherebbe niente di meno che la vittoria per l’Inghilterra.

ALESSANDRO

Mio caro Caulaincourt , non hai idea di quanto sia diventata compromessa la mia posizione dopo Tilsit . Sono accusato dall’esercito per il disastro militare di Austerlitz e Friedland , dalla nobiltà per aver rovinato i loro commerci con l’Inghilterra, dai mercanti che devono accettare cibi francesi a prezzi non redditizi, e dalla nazione per aver permesso a Napoleone di dettare la politica russa.

Alexander si avvicina a Caulaincourt e lo prende per il braccio. Parla lentamente e in modo concreto.

ALESSANDRO

Caulaincourt , mio padre fu strangolato nel suo letto dalla guardia del suo stesso palazzo. Puoi biasimarmi se non desidero incontrare la stessa fine?

Caulaincourt non sa rispondere.

CAULAINCOURT

Vostra Maestà sa che il mio affetto per lui è profondo e genuino e va ben oltre il mio ruolo ufficiale di Ambasciatore. Ma sarei negligente nei miei sentimenti per te, e nella mia responsabilità nei confronti dell’Imperatore, se non dicessi che è del tutto possibile che l’Imperatore consideri la tua confutazione dei termini del Trattato di Tilsit , come il primo passo verso lo scambio di un’alleanza francese con una inglese, con tutti i pericoli che ciò potrebbe comportare.

ALESSANDRO

(dopo una lunga pausa)

Ho riflettuto a lungo su questa possibilità e sono pronto ad affrontarla. Se dovesse scoppiare una guerra, e presumo sia ciò a cui alludi, preferirei fare la guerra con l’Imperatore piuttosto che con il mio stesso popolo.

INT. UFFICIO DI NAPOLEONE TUILERIES – GIORNO

NAPOLEONE

(piacevolmente)

Signor Barbier , vorrei avere tutti i libri che vale la pena consultare sulla topografia della Russia, e soprattutto della Lituania, con particolare attenzione ai fiumi, alle foreste, alle strade, alle paludi e così via. Vorrei anche avere il resoconto più dettagliato che esiste delle campagne di Carlo XII in Polonia e Russia.

INT. UFFICIO DI NAPOLEONE – NOTTE

Mappe e libri sono ovunque. Napoleone è a carponi e si aggira su un’enorme mappa della Russia.

NARRATORE

I semi della campagna di Russia del 1812 furono piantati a Tilsit , nel 1807, e iniziarono a dare i loro frutti nel 1810, quando Alessandro riaprì i suoi porti alle merci britanniche e impose tariffe elevate sulle importazioni francesi.

Da quel momento in poi, la situazione tra Francia e Russia cominciò a peggiorare costantemente: gli attriti aumentarono, si scambiarono accuse, furono tentati negoziati spasmodici, la tensione aumentò e furono effettuati approfonditi preparativi militari da entrambe le parti.

EST. VIA DRESDA – GIORNO

Folle. Guardia d’Onore. Carrozze imperiali. Napoleone e Maria Luisa salutano Francesco d’Austria, Federico Guglielmo di Prussia e gli altri re.

NARRATORE

Napoleone aveva deciso che una resa dei conti con la Russia era inevitabile.

Dresda fu nominata come luogo di incontro reciproco per tutti i re, principi, duchi e reali dipendenti di ogni tipo, che erano subordinati a Napoleone o che speravano nel bene o nel male da lui. E fu qui, il 16 maggio 1812, che apparve per l’ultima volta come Re dei Re.

L’imperatore Francesco d’Austria e sua moglie Maria Ludovica abbracciano la coppia imperiale.

NAPOLEONE

(abbracciando Francesco)

Dopo il mio matrimonio, alcune persone hanno detto che il leone stava dormendo: ora vedranno se ha dormito.

Risata bonaria.

NARRATORE

L’Imperatore d’Austria, con la sua Imperatrice, era venuto per onorare il suo potente genero. Ma aveva già scritto ad Alexander che il trattato appena firmato con la Francia non avrebbe dovuto, sperava, impedire alla Russia e all’Austria di continuare la loro intesa segreta, relativa alle loro opinioni politiche comuni.

Il re Federico Guglielmo li abbraccia.

NARRATORE

Anche il re di Prussia è venuto a porgergli i suoi omaggi. Aveva già scritto ad Alessandro, scusandosi di aver ceduto alla forza irresistibile e alla fatalità.

“Se scoppiasse una guerra, ci faremo del male a vicenda solo quanto strettamente necessario, ricordando costantemente che siamo una cosa sola, che un giorno dovremo essere di nuovo alleati.”

INT. SALA DEL PALAZZO DI DRESDA – GIORNO

Napoleone e i monarchi sono seduti ad un grande tavolo.

NAPOLEONE

Mai il successo di una spedizione fu più certo. Da ogni parte non vedo altro che probabilità a mio favore. Per la prima volta avanzo alla testa delle forze combinate di Francia, Austria, Italia, Germania, Confederazione del Reno e Polonia.

Sorride a ciascun sovrano quando viene menzionato il loro paese.

L’IMPERATORE FRANCESCO

Speriamo che solo la vista dei nostri preparativi induca Alessandro a cedere.

NAPOLEONE

Questa è la mia fervida speranza. Amo Alexander, come fratello, e non gli auguro alcun male.

Federico Guglielmo

Se dovesse scoppiare la guerra, Alessandro ha giurato che non farà la pace in nessuna condizione, per quante battaglie possa perdere, sfruttando le dimensioni del suo paese, la povertà del suolo e i rigori del clima, per logorarti.

NAPOLEONE

So che l’ha detto e sono sicuro che gli piacerebbe credere che sia vero. Ma la Russia è una nazione semi-asiatica che non può schierare un esercito grande quanto il vostro, e non ha letteratura o musica di cui parlare.

È una nazione barbara, e i barbari sono superstiziosi e hanno idee semplici. Un solo colpo sferrato al cuore dell’Impero russo, a Mosca la Grande, a Mosca la Santa, metterà in un solo istante nella disperazione tutta questa massa cieca e apatica.

Napoleone fa una pausa, pensieroso.

NAPOLEONE

Conosco Alessandro. La sua immaginazione deve essere colpita da qualche colpo grande, audace e potente, e lui tornerà da me, proprio come ha fatto a Friedland .

EST. RIVA DEL FIUME VISTULA – GIORNO

NARRATORE

Con il suo esercito di 400.000 uomini in bivacchi nascosti, su un fronte di dieci miglia, nelle foreste, al confine con le rive del fiume Vistola, Napoleone condusse una ricognizione personale dell’ultimo minuto, travestito con l’uniforme di un lanciere polacco.

Napoleone cavalca lungo la riva del fiume, accompagnato da Berthier , Murat, Duroc , Bessieres e Davout , tutti travestiti in modo simile.

La sponda opposta del fiume è silenziosa e deserta.

Gli unici suoni che si sentono sono quelli del fiume e del canto degli uccelli.

All’improvviso, il cavallo di Napoleone inciampa e cade. Napoleone è sbalordito e aiutato ad alzarsi dal suo entourage preoccupato.

NAPOLEONE

(sorridente)

Ebbene, questo è davvero un malaugurio.

Cesare probabilmente tornerebbe indietro.

C’è una risata inquieta.

EST. CAMPAGNA RUSSA PIATTA – GIORNO

Impressionante ripresa della Grande Armata in marcia. Numeri massimi.

NARRATORE

La campagna del 1812 fu la prima volta in cui Napoleone ebbe una netta superiorità numerica, ma accumulando una tale massa di qualità disomogenea, avrebbe vanificato il suo obiettivo, che era quello di realizzare un’altra Austerlitz o Friedland .

EST. CAMPAGNA RUSSA PIATTA – GIORNO

L’esercito russo si ritira in buon ordine.

NARRATORE

La disparità numerica non lasciava ai russi altra scelta che evitare la battaglia e disimpegnarsi ripetutamente, nonostante la pressione politica sviluppata affinché resistessero e combattessero.

EST. VILLAGGIO RUSSO – GIORNO

La cavalleria della retroguardia russa dà fuoco alle case deserte.

NARRATORE

Alessandro diede ordine che il suo esercito in ritirata facesse saltare i ponti dietro di loro, distruggesse le città e i villaggi, rimuovesse tutte le necessità della vita e lasciasse dietro di sé nient’altro che un deserto deserto.

EST. COLLINA – GIORNO

NARRATORE

Sebbene i russi rifiutassero qualsiasi scontro importante, ci furono aspri combattimenti tra l’avanguardia francese e la retroguardia russa.

Nascosta tra alcuni alberi, la cavalleria della retroguardia russa occupa un’altura, sopra un villaggio occupato dalla fanteria dell’avanguardia francese.

Cinquanta granatieri francesi, parte dell’avanguardia, salgono sulla collina, ignari della cavalleria nemica che li aspetta.

Quando la fanteria francese è a metà della collina, i corazzieri e i cosacchi russi scendono al galoppo e circondano i granatieri, che immediatamente si formano in quadrato. Non è una gara. 200 cavalieri contro 50 fanti, senza alcun aiuto in vista.

L’ufficiale russo al comando della cavalleria si avvicina a loro, chiedendo la loro resa. L’ufficiale, al comando dei francesi, risponde uccidendolo con un colpo di pistola.

A questo punto la cavalleria russa, inspiegabilmente, abbandona il campo, permettendo ai francesi di ritirarsi.

MAPPA ANIMATA

Mostra lo stato di avanzamento della marcia della Grande Armata attraverso la Russia durante l’estate del 1812.

Narrazione per spiegare la situazione.

NARRATORE

La strategia della terra bruciata dello zar era in linea con le opinioni di alcuni degli strateghi russi più illuminati, ma l’esercito e il popolo erano pieni di sconsiderata fiducia e impazienza per la battaglia, e la lunga ritirata verso Mosca li riempì di amarezza e di un senso di debolezza e incompetenza al vertice.

INT. SALONE DI ROSTOPCHIN – NOTTE

NARRATORE

Mentre Napoleone si avvicinava a Mosca, la corte di San Pietroburgo era disperata e lo zar, scosso dalla sua determinazione, era pronto a chiedere la pace.

Ora, l’intervento di un uomo, il conte Feodor Vasilievitch Rostopchin , governatore di Mosca, avrebbe un effetto decisivo sul corso della storia.

Rostopchin è un uomo fermo, un buon marito e padre, un uomo dai modi gentili e attraenti, con una mente superiore e colta. Sono presenti il capo della polizia segreta e undici alti funzionari di Mosca. Le porte sono chiuse, le tapparelle abbassate e gli uomini parlano a bassa voce.

ROSTOPCHINO

Amici miei, ora so da fonti attendibili che i francesi entreranno a Mosca tra pochi giorni.

Kutusov giura ancora che combatterà fino alla morte, ma ho appreso, da fonte autorevole, che ha intenzione di arrendersi alla città senza combattere. Il nostro impero è quasi rovesciato. La corte di S.

Pietroburgo trema e inizierà i negoziati di pace non appena Napoleone entrerà al Cremlino. Si può solo immaginare cosa andrà perduto.

Amici miei, viviamo in un’epoca in cui uomini convinti devono essere pronti a influenzare la nazione anche senza l’approvazione del loro sovrano. Devono avere il coraggio di valutare gli interessi pubblici e privati ai quali potrebbero essere chiamati a sacrificare.

Si guarda intorno.

ROSTOPCHINO

Le fiamme della nostra amata Mosca erigeranno una barriera di fuoco tra lo Zar e ogni debolezza, e priveranno Napoleone del fine e dello scopo della sua campagna.

Pausa.

ROSTOPCHINO

C’è qualcuno che vuole ritirarsi?

Silenzio.

ROSTOPCHINO

Molto bene, c’è molto da organizzare.

EST. COLLINA CON VISTA MOSCA – GIORNO

Napoleone in piedi sulla cima della Collina dei Passeri, guarda le cupole scintillanti e i minareti di Mosca, in lontananza. Mosca è maestosa e suggestiva, con i campanili delle sue 30 chiese e le sue cupole di rame che scintillano al sole; i suoi palazzi di architettura orientale mescolati ad alberi e circondati da giardini; e il suo Cremlino, un’enorme massa triangolare di torri, qualcosa a metà tra un palazzo e un castello.

Ma non un camino manda fumo, non un uomo appare sui merli o alle porte. Tutto è silenzio. I suoi marescialli sono raccolti attorno a lui.

NAPOLEONE

Andava benissimo per Alessandro arrecare al suo paese più danni di quanti avrei potuto fare io, ma non poteva distruggere Mosca. Questo è il premio che metterà fine alla guerra.

Vedrai, entro pochi giorni avremo da lui offerte di pace.

EST. VIA DI MOSCA – GIORNO

Una pattuglia di cavalleria francese trova Mosca una città fantasma, deserta, senza vita, una città di morti, fatta eccezione per l’eco inquietante degli zoccoli dei loro cavalli.

Dietro di loro, una colonna di 100 fanti marcia, guidata da un tamburino e da un tamburino maggiore.

All’improvviso, un uomo dall’aspetto selvaggio, con lunghi capelli grigi fino alle spalle e una folta barba bianca, armato di forcone, si precipita fuori da un vicolo e si imbatte nel percorso delle truppe.

È uno spettacolo così incredibile che gli uomini ridono di lui.

TAMBURO-MAGGIORE

Ciao, nonno. Sei l’unico benvenuto che avremo oggi?

Altre risate.

Il vecchio attacca improvvisamente il tamburo maggiore con il forcone, che il malcapitato afferra in pieno ventre, lanciando un grido orribile.

Diversi soldati si precipitano verso il vecchio e lo trascinano via.

Un ufficiale grida di colpirlo con la baionetta.

Un soldato lo accoltella ma scopre che la sua baionetta non riesce a penetrare nello spesso mantello di pelle di pecora dell’uomo. Molti altri hanno lo stesso risultato.

L’ufficiale si avvicina e, senza ulteriori indugi, gli spara con la pistola, ferendo accidentalmente alla mano un soldato francese.

INT. CAMERA DA LETTO DEL CREMLINO – NOTTE

Napoleone dorme pesantemente. Duroc e Caulaincourt stanno sopra di lui, cercando gentilmente di svegliarlo.

NAPOLEONE

Cosa vuoi?

Napoleone si accorge subito della strana luce nella stanza, salta giù dal letto e si precipita alla finestra. L’intera città sembra essere in fiamme.

NAPOLEONE

Mio Dio…! Che ore sono?

DUROC

Le quattro.

NAPOLEONE

Mio Dio, che fuoco!

Stanno in silenzio.

NAPOLEONE

Quando è iniziato?

DUROC

Le prime notizie sono arrivate verso le dieci.

NAPOLEONE

Perché non mi hai svegliato allora?

DUROC

All’inizio sembrava poco più di un incendio di routine.

NAPOLEONE

Come è possibile che si sia diffuso così velocemente?

DUROC

È opera degli incendiari.

NAPOLEONE

Ho detto a Mortier che avrebbe risposto con la vita per qualsiasi saccheggio.

DUROC

Le nostre truppe non hanno alcun ruolo in tutto ciò. L’hanno iniziato i russi!

NAPOLEONE

Impossibile, non ci credo.

DUROC

Abbiamo già catturato una dozzina di incendiari, condannati, rilasciati appena due giorni fa. Hanno detto che stavano agendo su ordine della polizia segreta.

NAPOLEONE

Ma com’è possibile appiccare un incendio del genere in cinque ore?

Ci vorrebbe un piano attentamente organizzato, tonnellate di combustibili e centinaia di persone.

DUROC

Da quello che possiamo dire, ci sono centinaia di agenti, in tutta la città. Sembra che i combustibili siano stati posizionati con cura in anticipo e tutte le autopompe siano state rimosse dalla città.

NAPOLEONE

Mio Dio, questo potrebbe essere molto brutto per noi… molto brutto, davvero.

EST. VIA DI MOSCA – NOTTE

Gli incendi vengono appiccati da uomini e donne vestiti di stracci dall’aspetto selvaggio, che vagano tra le fiamme. Un funzionario della polizia segreta dà ordini e scrive attentamente qualcosa su un taccuino.

EST. VIA DI MOSCA – NOTTE

Tre russi, di cui uno armato di lancia, il secondo di spada, il terzo di torcia accesa, stanno dando fuoco ad una casa.

Un gruppo di 5 soldati francesi disarmati, trascinando un carro contenente il bottino, li sorprende.

Il russo con la lancia si mette in posizione di difesa. Gli altri semplicemente ignorano i francesi e continuano il loro lavoro.

Uno dei francesi afferra un lungo palo da una carrozza fumante, usandolo come bastone ferrato, e attacca l’uomo armato di lancia; gli rompe subito entrambe le gambe e il russo cade con un terribile grido di dolore. Il francese lo colpisce alla testa uccidendolo.

Gli altri due russi scappano.

EST. VIA DI MOSCA – GIORNO

Alcuni soldati francesi preparano frittelle di marmellata tra le rovine fumanti di una panetteria mentre il fuoco infuria all’altra estremità della strada e i mobili, scivolando giù dai pavimenti crollati, si schiantano sul marciapiede.

INT. CAMERA DA LETTO ST. PALAZZO DI PIETROBURGO – NOTTE

Alexander è a letto con un forte raffreddore e di pessimo umore.

GENERALE KUTUSOV

Spero che mi perdonerete, Maestà, per aver chiesto udienza a un’ora così tarda, ma ho fatto tutto il viaggio da Mosca per vedervi, per una questione che non può

Aspettare.

ALESSANDRO

Molto bene, generale, cosa desidera dire?

GENERALE KUTUSOV

Vostra Maestà, sono stato informato che avete ricevuto una lettera da Napoleone, che proponeva un trattato di pace, e che avete deciso di accettarlo.

ALESSANDRO

Ho deciso di accettare il principio di negoziazione; i termini non sono stabiliti.

GENERALE KUTUSOV

Se posso, Vostra Maestà, vorrei esprimere un’opinione dissenziente.

ALESSANDRO

Generale Kutusov , si senta libero di dire quello che vuole.

GENERALE KUTUSOV

Credo di aver ragione nel dire che, prima dell’incendio, il paese era stanco della guerra, e pochi erano interessati a continuare la battaglia.

ALESSANDRO

Procedere.

GENERALE KUTUSOV

Ma, dopo l’incendio, nella nazione si è risvegliato uno spirito completamente nuovo. I francesi sono diventati un esercito di criminali contro i quali la Russia deve vendicarsi e contro i quali è ora disposta a combattere fino alla morte.

ALESSANDRO

Sapete, generale Kutusov , c’è una forte possibilità che l’incendio non sia stato appiccato dalle truppe di Napoleone ma sia stato organizzato sotto gli ordini della polizia segreta di Rostopchin .

GENERALE KUTUSOV

Ho sentito quella storia ma non ci credo.

ALESSANDRO

Rostopchin è un fanatico ed è capace di tutto, ma ciò non influisce su ciò di cui stiamo parlando. Per favore vai avanti.

GENERALE KUTUSOV

Quello che volevo sottolineare è che penso sia ragionevole affermare che Vostra Maestà non si troverebbe sotto una pressione insopportabile se decidesse di fare pace con l’Imperatore, almeno in questo momento.

ALESSANDRO

Per il bene della tua argomentazione, diciamo che è corretto.

GENERALE KUTUSOV

Ebbene, Vostra Maestà ha considerato quali potrebbero essere le alternative di Napoleone, se sceglieste semplicemente di ignorare la sua nota?

ALESSANDRO

Sì, generale Kutusov , direi che questo è stato considerato e discusso a lungo. Napoleone avrebbe semplicemente trascorso l’inverno a Mosca e avrebbe continuato la campagna in primavera. Un’altra possibilità minore potrebbe essere quella di marciare su San Pietroburgo adesso, anche se c’è qualche dubbio che avrà la forza per farlo, finché non avrà riorganizzato il suo esercito.

GENERALE KUTUSOV

Avete la mia assoluta certezza, Maestà, che Napoleone non ha la forza di attaccare San Pietroburgo adesso: il suo esercito è esausto e mal rifornito, e sarebbe sconfitto se tentasse di farlo.

ALESSANDRO

Accetterò la tua assicurazione, ma temo di non capire il tuo punto.

GENERALE KUTUSOV

Perdonatemi, Maestà, sto per farcela.

ALESSANDRO

Ah, sì, procedi.

GENERALE KUTUSOV

Il punto è che non credo che Napoleone siederà a Mosca fino alla primavera! Non penso che se lo possa permettere.

Pausa.

GENERALE KUTUSOV

Sarebbe una decisione sensata se fosse semplicemente il comandante dell’esercito, ma è anche l’imperatore di Francia. Può permettersi di stare lontano da Parigi per quello che sarà un anno prima che ricominci la sua campagna in primavera? E anche se ci pensasse, le sue linee di comunicazione sono troppo tese e vulnerabili: possono essere facilmente interrotte dai nostri cosacchi . Sarà quindi disposto a rimanere, completamente senza contatto con Parigi, per un anno? I francesi sono come le donne. Non puoi stare lontano da loro per troppo tempo.

Lo zar starnutisce e si soffia il naso.

ALESSANDRO

Ebbene, questa è un’idea molto interessante, generale Kutusov , ma posso assicurarle che Napoleone non è un principiante in questo. Qualunque sia l’analisi che avete fatto su questa situazione, sono sicuro che anche lui è andato sullo stesso terreno.

GENERALE KUTUSOV

Non ho dubbi che lo abbia fatto, Vostra Maestà, ma ha qualche mossa forte tra cui scegliere?

ALESSANDRO

Ebbene, mi viene subito in mente una cosa, se quello che dici è vero: semplicemente ritirerebbe il suo esercito da Mosca e ritornerebbe in Polonia per l’inverno.

GENERALE KUTUSOV

Vostra Maestà ha colto i contorni del suo problema in molto meno tempo di quanto ne ho impiegato io. Questo è un punto cruciale – ed è politico, al quale Vostra Maestà sarà in una posizione molto migliore di me per rispondere. Può Napoleone permettersi di abbandonare Mosca senza firmare nemmeno i preliminari di un trattato di pace con voi?

ALESSANDRO

Devo confessare che sembrerebbe un po’ sciocco se si facesse strada fino a Mosca e poi tornasse indietro.

GENERALE KUTUSOV

Forse sarebbe ancora più grave, Vostra Maestà.

La sua confederazione europea è tenuta insieme da fili molto sottili. Vostra Maestà sa anche meglio di me che l’Austria e la Prussia sono alleati molto dubbiosi, e l’Imperatore ha ragioni sufficienti per temere che si rivolteranno contro di lui al primo segno di debolezza.

ALESSANDRO

Procedere.

GENERALE KUTUSOV

Se posso entrare nella mente dell’Imperatore, credo che abbia basato tutta la sua strategia elettorale sull’ottenimento di un trattato di pace dopo la caduta di Mosca. Quando Vienna cadde, ci fu un trattato di pace. Quando cadde Berlino, un altro trattato. Queste sono sempre state le regole del gioco. Ma cosa potrà fare adesso se non verrà firmato nessun trattato? Sa che oltre Mosca non c’è nulla e che, se si ritira, non resta che la caduta nel vuoto.

Alexander è pensieroso.

ALESSANDRO

Cosa pensi che farà Napoleone?

GENERALE KUTUSOV

Personalmente sono convinto che ritirerà il suo esercito da Mosca e tenterà di stabilirsi in Polonia per l’inverno. Alla fine non si lascerà tagliare fuori da Parigi. Ma credo che se Vostra Maestà gli offrirà un qualsiasi incoraggiamento, rimanderà questa decisione il più a lungo possibile.

È un giocatore d’azzardo e si affiderà alla fortuna.

Pausa.

GENERALE KUTUSOV

Se ritirerà il suo esercito in buon ordine, sarà una grave sconfitta politica. Ma se dovesse essere sorpreso in movimento, con il suo esercito, nel pieno della morsa dell’inverno, allora sarebbe una catastrofe. Se Vostra Maestà può prolungare le sue speranze per un trattato con il silenzio, con l’inganno, con qualsiasi mezzo, per un altro mese, rinviando così la sua partenza, allora le tombe del suo esercito sono già scavate nel suolo della Russia.

ALESSANDRO

Generale Kutusov , vorrei convocare domani mattina una riunione del mio gabinetto e chiederle di presentare loro questa idea. Penso che abbia dei meriti e che sia degno di considerazione.

GENERALE KUTUSOV

Sono a vostra disposizione, Vostra Maestà.

EST. BALCONE DEL CREMLINO – GIORNO

È una bella giornata autunnale. Napoleone e un piccolo entourage stanno pranzando all’aperto su un balcone con vista su Mosca.

NARRATORE

Giorno dopo giorno il bel tempo autunnale veniva lasciato scivolare via, mentre Napoleone aspettava la parola di Alessandro che non sarebbe mai arrivata.

Il tempo era così bello e la temperatura così mite che sembrava che anche la stagione cospirasse per ingannare Napoleone.

EST. CAMPO – GIORNO

Murat e il suo staff scambiano doni con gli ufficiali e i soldati cosacchi, che trattano Murat con grande rispetto.

Bevande, cibo e canzoni: l’atmosfera è di calore espansivo, nel modo in cui i russi generano così facilmente.

NARRATORE

Le sue truppe fraternizzavano con il nemico e li rendevano demoralizzati e stanchi della guerra.

EST. CORTILE DEL CREMLINO – GIORNO

Il vagone postale viene scaricato nel cortile del Cremlino.

All’interno vengono trasportati dodici grandi bauli con segni imperiali.

NARRATORE

Ogni giorno arrivavano regolarmente da Parigi bauli carichi di dispacci e posta. Sembrava facile viaggiare da Parigi a Mosca come da Parigi a Marsiglia.

INT. SALONE DEL CREMLINO – NOTTE

Una piccola rappresentazione teatrale per Napoleone e la sua cerchia ristretta, rappresentata in una sala del Cremlino, da una troupe di artisti francesi che si trovavano a Mosca al momento dell’occupazione.

Stanno recitando una farsa tra risate educate e applausi.

NARRATORE

Così, cullato dagli eventi e dalle realtà che non poteva affrontare, a Mosca Napoleone sembrò cadere in un sogno e, in mezzo alla terribile tempesta di uomini ed elementi che si radunavano attorno a lui, passò il tempo a discutere i meriti di alcuni nuovi versi che aveva ricevuto, ovvero il regolamento della Comedie Francaise a Parigi, che gli ci sono volute tre sere per prepararsi.

INT. CAMERA DA LETTO DEL CREMLINO DI NAPOLEONE – GIORNO

Napoleone, solo nella sua stanza al Cremlino. Vacuo, immobile, pesante.

NARRATORE

Napoleone era estremamente superstizioso e conservava una fede mistica nella sua collaborazione con il destino, la sensazione che non potesse fare tanto e che gli eventi dovessero in qualche modo completare la decisione. E così sarebbe stato a Mosca, dove, senza fiducia e pieno di apprensione, avrebbe inseguito tristemente il suo destino, ignaro che la fortuna, che tante volte gli aveva sorriso, ora aveva abbandonato la sua causa proprio quando esigeva da lei miracoli.

EST. STRADA – NEVE – GIORNO

La cavalleria dell’avanguardia russa si muove tra i detriti della ritirata sparsi ai lati della strada: uomini morti e cavalli, carri rovesciati contenenti il bottino prelevato a Mosca, candelabri d’oro, vasi di porcellana, dipinti, libri splendidamente rilegati, argenteria, oggetti di valore inestimabile. mobilia.

NARRATORE

Fu solo il 20 ottobre che Napoleone ritirò la Grande Armata da Mosca, per iniziare la marcia di mille miglia verso l’oblio.

EST. GIORNO DI NEVE

Napoleone a piedi con il suo esercito.

NARRATORE

Aveva aspettato troppo a lungo. Ma l’esecuzione del suo esercito non sarebbe stata causata principalmente dal freddo o dalla battaglia, ma dalla fame.

EST. VILLAGGIO RUSSO – NEVE

Foraggiatori francesi che caricavano carri, protetti da un centinaio di cavalieri.

Trenta cavalieri cosacchi osservano da un bosco, a poche centinaia di metri di distanza.

NARRATORE

Per nutrire l’esercito nel deserto arido e devastato attraverso il quale doveva marciare, era necessario inviare grandi gruppi di foraggiatori nelle campagne circostanti, protetti da forti scorte di cavalleria francese, contro le nuvole di cosacchi che lo fiancheggiavano e lo seguivano. la marcia.

EST. GIORNO DI NEVE

Un soldato francese calma e accarezza il suo cavallo morente, gli dà un po’ di zucchero, poi gli spara. Lo sparo attira l’attenzione di alcuni soldati cenciosi, che si precipitano a mangiare e vengono tenuti a bada dalla pistola del soldato.

NARRATORE

Ma, entro il 5 novembre, la temperatura era scesa a 30 gradi di gelo e 30.000 cavalli francesi erano morti.

Non erano stati allevati per sopportare un freddo simile e, non essendo calzati adeguatamente per il ghiaccio, non avevano alcuna possibilità di sopravvivere in queste condizioni.

EST. GIORNO DI NEVE

L’esercito affamato inciampa. Centinaia di cosacchi fiancheggiano la marcia, fuori dalla portata dei moschetti, a diverse centinaia di metri dalla strada.

Lascia un commento